LA SAGA DELLA FENICE

Durante uno dei suoi viaggi per il Brasile, il protagonista, riceve via radio una comunicazione in Morse nella quale un misterioso russo, imbarcato su una motonave jugoslava ormeggiata a Rio Grande do Sul, gli chiede un incontro, al suo arrivo in quel porto, previsto dopo qualche giorno. Durante il colloquio, che il giovane aveva accettato per pura curiosità, il russo gli propone una vaga collaborazione con un’organizzazione transnazionale dai contorni non molto chiari. Lui rifiuta ma il russo per convincerlo gli annuncia che la prossima destinazione del Bayhorse, la nave su cui era imbarcato il giovane ufficiale, sarebbe stata Jacksonville, Fl, USA. Poiché nessuno poteva saperlo in quel momento, nemmeno l’armatore che concludeva i contratti di nolo di viaggio in viaggio, al momento non gli crede e pensa a una burla anche se per motivi inspiegabili. Quando una settimana dopo il comandante del Bayhorse, non appena avuta la notizia della prossima destinazione della nave, dall’armatore, la comunica a tutti gli ufficiali ed era quella indicata dal russo, il giovane si ricrede e vuole rivedere il suo misterioso interlocutore per approfondire quanto gli era stato detto in precedenza. Durante il secondo colloquio il russo non è molto più dettagliato nella spiegazione ma gli precisa che nella farmacia di bordo è stato collocato un oggetto che il giovane dovrebbe consegnare al suo arrivo a un incaricato, il quale gli avrebbe anche fornito tutti i dettagli sulla futura collaborazione. Egli spinto dalla sua innata curiosità accetta e, una volta in navigazione, con fatica riesce a trovare il misterioso oggetto nascosto nella farmacia di bordo. Dopo la consegna all’arrivo, l’incaricato del ritiro non ha il tempo di dilungarsi in spiegazioni ma lo informa di un altro oggetto simile da consegnare al porto successivo, questa volta a Bombay in India, dove gli sarebbe stato chiarito ogni aspetto.

Durante l’incontro in India, gli viene proposto di collaborare con quest’organizzazione, La Fenice, che opera a livello mondiale e che dispone di risorse finanziarie illimitate e di tecnologie impensabili in quegli anni. Era stato scelto poiché ritenuto idoneo, al compito che gli avrebbero assegnato, sulla base di alcune analisi mentali alle quali era stato sottoposto a sua insaputa. Accetta poiché concorda pienamente con gli obiettivi che la Fenice dimostrava di voler raggiungere a lungo termine. Dopo alcuni viaggi durante i quali egli ha la possibilità di verificare le straordinarie tecnologie di cui dispone quest’organizzazione, gli viene chiesto di sbarcare dal Bayhorse e raggiungere la base sotterranea della Fenice, in un deserto degli USA. Nella base scopre un mondo a lui sconosciuto e meraviglioso. Le tecnologie di cui disponevano erano talmente avanzate che negli anni 60 nessuno le avrebbe mai neanche ipotizzate. Quello che lo stupisce maggiormente è il sistema di trasferimento delle informazioni da un archivio informatico direttamente nella mente umana. Lui stesso è sottoposto a graduali trattamenti nozionali che portano la sua conoscenza a livelli impensabili prima di allora.

Gradualmente la sua posizione cresce d’importanza nell’organizzazione, fino a raggiungere i massimi livelli direttivi e a far parte del Consiglio, dopo aver ricevuto il trattamento nozionale finale. A quel punto gli sono chiari molti avvenimenti politici, economici e sociali accaduti negli ultimi cinquant’anni che erano stati comunicati alle masse adattati a scopi politici, economici o militari. Gli archivi della Fenice avevano le vere risposte a tutti i misteri dell’epoca poiché i suoi agenti esterni, lavorando nell’ombra, cercavano discretamente di influenzare i vari governi in tutto il mondo. Il fine ultimo era quello di raggiungere, per tutti gli abitanti del pianeta, una convivenza e un benessere equamente condiviso e garantire a tutti una libertà individuale alla quale, però, era impedito di trasformarsi in prevaricazione per gli altri. Allora era ancora un’utopia ma, nel corso dei cento anni successivi, l’obiettivo che la Fenice si era posto all’inizio, sarebbe stato pienamente raggiunto. Il protagonista all’età di settanta anni si ritira con la moglie in un ranch in Arizona e il suo posto sarà preso dal figlio. Solo i suoi nipoti vedranno i risultati della sua opera.

Nella seconda parte del romanzo, la Fenice raggiunge i suoi obiettivi politici e, dopo oltre cento anni dalla sua misteriosa nascita, riunisce tutto il pianeta sotto un unico governo. A questo punto, uno dei suoi dirigenti si pone l’interrogativo su come sia nata e da chi sia stata creata. La scoperta sarà sconcertante ma anche affascinante e porterà il discendente del giovane ufficiale marconista a scoprire, nelle profondità dello spazio, molti segreti dell’universo.